Nutrizione Olistica per prevenire per curare    
Nutrizione Olistica Prof. Marcello Mandatori
 
 
 
 
 
 
Nutrizione Olistica
 

Diete benessere

Ipertensione ed alimentazione(€ 3,00)

Per ipertensione  intendiamo un  rialzo elevato della pressione sanguigna.
La pressione arteriosa non ha un valore sempre costante, ma oscilla tra un valore massimo (P.A. max) e un valore minimo (P.A. min.) in rapporto al battito cardiaco che si compone di una sistole e di   una diastole, (rispettivamente: contrazione e rilascio).
la pressione arteriosa massima (o sistolica) ha i seguenti valori medi (+ / - per l’età):
nell’uomo   125 + 12,6 mmHg
nella donna 117 + 11.4 mmHg
la pressione arteriosa minima o diastolica ha i seguenti valori  medi (+ / - per l’età):
nell’uomo   78    +   9 ,0  mmHg
nella donna   74   +  9,1 mmHg
alla base dell'ipertensione ci può essere una predisposizione familiare, un danno renale – epatico, ma è indubbio che altri fattori possano giocare un ruolo importante in tale patologia: stress, fumo, vita sedentaria ed anche  l’alimentazione è importante.

Il trattamento nutrizionale per l'ipertensione va focalizzato essenzialmente  sui seguenti punti:
1) controllo e riduzione del peso se il paziente presenta sovrappeso o peggio obesità;
2) restrizione dell'apporto di sodio
3) limitazione degli alcolici, degli alimenti contenenti sostanze eccitanti es. Caffeina e sostanze simili quali : cioccolato, caffè, tea, cola o bevande a base di cola, rosa canina, rosa di bosco, mate.

1) Dieta per il controllo del peso:
Si è notato che spesso l'obesità è associata all'ipertensione, un calo di peso di 5 Kg. influisce sul calo della pressione sanguigna, è opportuno quindi prescrivere una dieta appropriata per far diminuire il peso se in eccesso, tenendo sempre presente il giusto apporto di nutrienti da far assumere.

2) Restrizione dell’apporto di sodio:
Ogni persona risponde in varia misura ad una dieta iposodica. Si è comunque osservato che la maggior parte degli ipertesi presenta un notevole beneficio riducendo l'apporto di sodio in particolare del cloruro di sodio che può  contrarre le pareti delle arterie costringendo il cuore a "pompare" con maggior forza e provocando così un innalzamento della pressione, inoltre il sodio determina spesso una ritenzione idrica e di conseguenza un aumento del volume del sangue  richiedendo al cuore un surplus di lavoro.

La dieta iposodica deve prevedere:

  • Una decisa riduzione del consumo di cloruro di sodio, il classico sale da cucina, a favore per esempio del sale marino integrale.
  • L’eliminazione totale o parziale  degli alimenti contenenti il cloruro di sodio

CIBI CONTENENTI DISCRETE QUANTITA' DI SODIO

  • CARNI fegato, interiora, maiale e salumi (prosciutto crudo, pancetta, speck, insaccati in genere).
  • PESCI aringhe salate, ostriche, gamberi, stoccafisso o baccalà, calamari, granchi, alici, acciughe o sardine.
  • FORMAGGI eddam, gouda stagionato, pecorino, caprino, gorgonzola, formaggi stagionati in genere, parmigiano, taleggio, caciocavallo, mozzarella di bufala.
  • CEREALI pane comune e pane integrale (meglio pane senza sale, sciapo), crackers.

ALIMENTI CONSERVATI: il cloruro di sodio è spesso utilizzato come conservante e come esaltante della sapidità in alcuni alimenti quali: carne in scatola, pesce in scatola, wurstel, primi e secondi piatti già pronti,pietanze orientali, dadi da brodo, olive in salamoia,  salsa di soia ,mostarda, senape, ketchup  etc.
Il cloruro di sodio o il cosiddetto comune sale da cucina può essere sostituito con altri tipi di sale, come  il sale iposodico o meglio ancora il sale marino  integrale.

CONSIGLI NUTRIZIONALI: introdurre nella dieta acidi grassi polinsaturi (presenti in special modo negli oli vegetali spremuti a freddo) e ridurre l'apporto di acidi grassi saturi (contenuti in alimenti quali: formaggi, burro, panna, lardo, carni grasse, insaccati).
Questo suggerimento è dovuto al fatto che l'ipertensione è spesso uno dei rischi maggiori nello sviluppo delle malattie cardiovascolari, per evitare ciò è utile introdurre grassi insaturi, in particolare l'acido linoleico che agisce come precursore dei vasodilatatori e delle prostaglandine natriuretiche.

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