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Nutrizione Olistica Prof. Marcello Mandatori
 
 
 
 
 
 
Nutrizione Olistica
 

Diete benessere

Anemia e Nutrizione(€ 3,00)

Capita spesso di sentirsi stanchi, spossati e di avvertire difficoltà di concentrazione e di recupero, il più delle volte si tende a sottovalutare o a trascurare questi sintomi, ma in effetti tutte queste manifestazioni possono rappresentare un avvisaglia tipica dell'anemia, un disturbo molto frequente che  può colpire sia uomini che  donne.
L'anemia è una condizione nella quale la concentrazione delle molecole dell'emoglobina, un pigmento del sangue che trasporta l'ossigeno, è inferiore alla norma. L'emoglobina sono contenute nei globuli rossi  ed hanno il compito di legarsi all'ossigeno e di trasportarlo dai polmoni ai tessuti, in condizioni normali nel sangue vengono sempre mantenute concentrazioni stabili di emoglobina attraverso un equilibrio tra la produzione dei globuli rossi nel midollo osseo e la loro distruzione nella milza.
Esistono varie forme di anemia, la più diffusa è quella provocata da una carenza di ferro.
I globuli rossi del sangue si formano nel midollo osseo in circa 5 giorni da cellule meno differenziate chiamate eritroblasti (cellule capostipite), in questo periodo esse mutano il loro aspetto e accumulano la quantità necessaria di emoglobina. I globuli rossi liberati dal midollo osseo nel sangue vengono chiamati reticolociti e maturano nel giro di pochi giorni, diventando globuli rossi adulti cioè funzionanti, circolano nel sangue per circa 120 giorni, diventano anelastici, invecchiano e rimangono intrappolati nei piccoli vasi sanguigni - soprattutto a livello della milza - e quindi distrutti, alcuni componenti della cellula, tra cui il prezioso ferro, vengono però riciclati per formare nuovi globuli rossi e nuova emoglobina.
Alcuni tipi di anemia  possono essere dovuti a carenze o anomalie della produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo o in forme provocate da riduzione, per malattie particolari, della sopravvivenza dei globuli rossi nel sangue.
Tutte le forme di anemia provocano manifestazioni molto simili, perché derivanti principalmente dalla riduzione della capacità di trasporto dell'ossigeno da parte del sangue, la gravità del disturbo infatti sarà  legata all'entità della riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue,  le concentrazioni normali sono comprese tra i 14 e i 16 g ogni 100 ml per gli uomini e tra 12 e 14 g ogni 100 ml per le donne, già concentrazioni inferiori a 10 g ogni 100 ml possono provocare fastidi importanti quali mal di testa, astenia, vertigini e torpore, quando poi i valori dell'emoglobina sono inferiori a 8 g  le manifestazioni possono essere più evidenti ed acute: si può avvertire, infatti, difficoltà nella respirazione quando si è sotto sforzo, senso di confusione e indebolimento della memoria, a causa della minore quantità di ossigeno che raggiunge i centri nervosi, palpitazioni perché il cuore deve lavorare di più per compensare il deficit di ossigeno nel sangue e pallore della pelle del viso e degli arti. La carenza di ferro può causare anche una riduzione della catalasi, un enzima molto importante nella lotta ai radicali liberi, i principali responsabili, secondo molti autori, dell'invecchiamento cellulare.Per individuare lo stato anemico basta sottoporsi all'esame emocromo, realizzabile tramite un semplice prelievo di sangue che qualsiasi laboratorio è in grado di effettuare. Grazie a questo test è possibile infatti  misurare il volume dei globuli rossi e valutare il tasso della concentrazione  di emoglobina presente all'interno degli stessi.
La forma più frequente di anemia è sicuramente la sideropriva cioè quella provocata dalla carenza di ferro che costituisce una componente essenziale dell'emoglobina, questa si manifesta quando nel midollo osseo, in cui l'emoglobina viene sintetizzata e inserita nei globuli rossi, la quantità di ferro risulta insufficiente. La causa può essere una perdita di questo minerale superiore alla quantità introdotta con l'alimentazione. I fattori più importanti che favoriscono la riduzione di ferro possono essere:
a-) Mestruazioni abbondanti o frequenti: dovute a squilibri ormonali o in particolari periodi tipo la menopausa.
b-) La gravidanza: che provoca una riduzione fisiologica del ferro per la crescita  del feto.
c-) L'allattamento: soprattutto se protratto  oltre il  sesto mese dopo il parto.
d-) Alcune malattie dell'apparato gastrointestinale: tumori del colon, emorroidi, ulcera, diverticoli, gastrite atrofica,  coliti   malassorbimento.
e-) Un uso prolungato  di farmaci ad azione gastrolesiva:  aspirina, antinfiammatori non steroidei, ecc..
All'origine dell'anemia ferropriva ci può anche essere una introduzione  scarsa o insufficiente di questo minerale dovuta ad errori nutrizionali o ad una dieta squilibrata.
Ricordo che ogni giorno andrebbero introdotti, attraverso gli alimenti, 10 mg di ferro ; questa quantità raddoppia ( 20 - 24 mg ) per le donne in gravidanza e per quelle che allattano,ma anche le situazioni di forte stress fisico  richiedono più ferro, ad esempio, un lavoro usurante o  gli atleti professionisti sottoposti ad allenamenti intensi e quotidiani.
Il ferro è si  presente sia negli alimenti di origine animale che in quelli di origine vegetale, ma in questi ultimi, però, oltre ad essere presente in quantità minore è anche meno assimilabile da parte dell'organismo, se infatti la biodisponibilità del ferro è del 20 per cento nei prodotti di origine animale, questa percentuale si riduce al 5 per cento per quelli vegetali.

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