Nutrizione Olistica per prevenire per curare    
Nutrizione Olistica Prof. Marcello Mandatori
 
 
 
 
 
 
Nutrizione Olistica
 

Diete benessere

Dislipidemie e Iperlipemie (€ 3,00)

Per dislipidemia si intende un'alterazione dei valori dei grassi nel sangue, in particolare dei trigliceridi e del colesterolo. L'alterazione che può essere di tipo qualitativo e/o quantitativo porta all'instaurarsi di diverse iperlipemie.
L'iperlipemia può essere primaria, dovuta a fattori genetici e a fattori ambientali o può essere secondaria, e quindi presentarsi come conseguenza a varie patologie quali, per esempio: l'ipertiroidismo, il diabete, la pancreatite, la sindrome nefrosica, ecc..
Particolari proteine (lipoproteine) hanno la funzione di trasportare sia il colesterolo che i trigliceridi nel sangue, in base alla loro maggiore componente lipidica vengono così classificate:
- alfa lipoproteine o lipoproteine ad alta densità (H.D.L.) contenenti principalmente colesterolo e fosfolipidi.
- beta lipoproteine o lipoproteine a bassa densità (L.D.L.) contenenti principalmente colesterolo.
- pre beta lipoproteine o lipoproteine a densità molto bassa (V.L.D.L ) contenenti principalmente trigliceridi.
- chilomicroni contenenti esclusivamente trigliceridi.
Le iperlipemie più comuni sono quelle in cui sono presenti valori alterati dei trigliceridi o del colesterolo o di entrambi, inizialmente vanno trattate con una dieta appropriata che tende a normalizzare la colesterolemia e/o la trigliceridemia e che riduca l'eventuale eccesso di peso che spesso si presenta  in concomitanza con le alterazioni dei lipidi.
Presenza di ipercolesterolemia:  spesso le anormalità dei lipidi in questo caso prevedono una elevata concentrazione di colesterolo totale, una elevazione del colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo "cattivo") e un basso rapporto tra il colesterolo totale e il colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo "buono"). Si ritengono valori normali di colesterolo totale quelli compresi tra  i 160 e i 240 mg.
In questi ultimi tempi si tende sempre ad abbassare i limiti  di colesterolemia, per ridurre al minimo il rischio di malattie coronariche che si possono presentare in modo particolare nei soggetti con patologie quali il diabete e l'ipertensione o che abbiano una anamnesi familiare positiva per le patologie cardiovascolari, infatti i depositi che si formano sulle pareti interne dei vasi sanguigni sono costituiti in gran parte proprio da sostanze contenenti colesterolo. Quando questi depositi sono particolarmente cospicui, si può ostruire il flusso del sangue per la formazione della cosiddetta  "placca ateromasica".
Il colesterolo sintetizzato nel nostro organismo (dagli 800 ai 1500 mg al giorno) può provenire dal metabolismo dei carboidrati, dei lipidi e delle proteine. Non è ancora ben  chiaro il ruolo del colesterolo presente nei cibi sul metabolismo del colesterolo del sangue, recentemente è stato ipotizzato che tale colesterolo induca la formazione di lipoproteine "insolite" specialmente in fase post-prandiale con ruolo aterogenetico.
Per escludere la possibilità che il colesterolo assunto con la dieta possa contribuire a processi aterosclerotici, secondo le vedute più classiche e secondo l'American Heart Association è utile la restrizione dell'introito nutritivo del colesterolo e la riduzione della percentuale di grassi totali della dieta fino al 20-25% delle calorie totali.

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