Nutrizione Olistica per prevenire per curare    
Nutrizione Olistica Prof. Marcello Mandatori
 
 
 
 
 
 
Nutrizione Olistica
 

Allergopatie

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Le prove diagnostiche


Le indagini in vitro  consistono  di solito in prelievi di sangue per dosare le immunoglobuline IgE totali o specifiche; le IgE totali denominate Prist possono essere richieste in qualsiasi laboratorio di analisi è un test economico (10.00-15.00 euro) e di solito affidabile. Dovrebbe essere la prima prova a cui sottoporsi se si presentano dei sintomi di sospetta natura allergica. (Le persone che soffrono in primavera è bene che effettuino questa analisi proprio in questo periodo, e ripetendola nel tempo possono verificare “l’andamento” della propria allergia). Solo se il valore del Prist è elevato ci si deve sottoporre alle prove cutanee e se queste risultassero positive per qualche allergene allora e solo allora “siamo autorizzati” ad eseguire il Rast per capire quanto siamo allergici a quella determinata sostanza e se vale la pena intraprendere la strada del vaccino desensibilizzante. Purtroppo spesso questa giusta sequenza viene ignorata o addirittura capovolta comportando spesso delle diagnosi poco chiare e precise, con danni per i pazienti e sprechi per il Sistema Sanitario Nazionale.

Corretto iter diagnostico delle allergopatie

BASSO: ALLERGIA IMPROBABILE
PRIST     

ALTO: ALLERGIA CERTA
 

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INDAGINI IN VIVO PROVE CUTANEE

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SE POSITIVE a 1 o + SOSTANZE

¯

 

RAST SPECIFICO
ELEVATO

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SI VACCINO

Le IgE specifiche sono  analizzate con diverse metodiche : la radioimmunologia o Rast e poi altre meno famose, Elisa – fast - mast. La tecnica più utilizzata, il Rast (radio allergo adsorbimento), si basa sulla reazione tra l’antigene legato a una fase solida, di solito un disco di carta, e l’anticorpo presente nel siero del paziente; a questo si aggiunge l’antigene  marcato con isotopo. La quantità di radioattività legata fornisce una stima dell’IgE specifico. Un vantaggio del test è costituito dalla possibilità di testare più antigeni alla volta. E’ una metodica valida per tutte le allergie agli inalanti: acari, polveri, pollini ecc., ed è in grado di identificare le allergie alimentari solo quelle IgE mediate, non tutti i laboratori sono in grado di effettuarlo. Le indagini in vivo  o prove cutanee possono effettuarsi con diverse metodiche: Intradermo, Prick test e Scratch test. Tutte si basano sull’introduzione nel derma (superficiale o più profondo) di allergeni appositamente preparati dalle industrie farmaceutiche, le possibili reazioni cutanee: gonfiore rossore (il ponfo) dovrebbero svelare una reazione IgE mediata. Ricordarsi che per un’analisi completa devono essere testate almeno 20-22 sostanze.

Serie diagnostica completa per allergeni inalanti

1) Graminacee Mix12) Acacia longifolia
2) Cynodon dactylon13) Tilia Cordata
3) Composite Mix14) Dermatophagoides pharinae
4) Taraxacum offic.15) Dermatophagoides pteronysinus
5)Ambrosie16) Glycophagus destructor
6) Piante Varie Mix17) Acarus siro
7) Parietaria officinalis18) Polveri Tessuti Mix
8) Parietaria giudaica19) Polveri Vegetali Mix
9) Alberi Mix 120) Bianco controllo negativo
10)Alberi Mix 221) Istamina controllo positivo
11) Olea Europea

Quindi al di sotto di 20 sostanze il test non è completo.

A questi vanno aggiunti solo se presenti nella “vita” del paziente: i derivati epidermici (pelo - forfora) di Cani - Gatti - Cavalli ed altri animali e le muffe di 5/6 specie diverse.

Alla fine si aggiungeranno sempre due controlli : il Negativo e il Positivo.

L’Intradermo reazione consiste nell’iniettare piccole quantità di allergene al di sotto della pelle. In questo test la positività è rappresentata da una zona circolare rigonfia e arrossata (ponfo). Se non eseguito correttamente può dare falsi positivi e seppur raramente scatenare pericolose reazioni sistemiche.
Il Prick test si basa sullo stesso principio dell’intradermo reazione è di semplice esecuzione e permette una risposta rapida e facile da interpretare. Consiste nell’applicazione di una goccia dell’estratto allergenico sulla superficie cutanea dell’avambraccio, quindi si solleverà lo strato superficiale della cute con una lancetta sterile monouso. Oltre alla serie delle sostanze da testare, si eseguono anche due controlli, uno negativo, di solito con soluzione fisiologica, e uno positivo, di solito con istamina. Dopo circa 10-15 minuti dall’applicazione, si osservano le eventuali formazioni di ponfi (rilevatezze della pelle con rossore e prurito). Si fa riferimento alla reazione del controllo positivo (istamina) e di quello negativo per valutare la reattività dei singoli allergeni. Le risposte del test possono essere influenzate dalle terapie farmacologiche in atto, soprattutto se si è fatto uso di antiallergenici (antistaminici o cortisonici). Questa metodica è valida per diagnosticare le allergie classiche agli inalanti: i pollini (dei diversi vegetali, compresi gli alberi), gli acari-dermatofagoidi (microrganismi presenti nella polvere – lana - farina), i derivati epidermici (forfora e peli degli animali comuni), i micofiti (muffe come alternaria, aspergillus, candida, ecc.).
 Lo Scratch si basa sullo stesso principio degli altri due metodi e consiste nello scarificare la cute, solitamente quella dell’avambraccio, con uno scarificatore di materiale plastico monouso. Sulle lesioni così provocate vengono deposti gli allergeni da testare e dopo 10-15 minuti si possono osservare le reazioni.

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